Testo integrale
Lettera
Signor Presidente della Repubblica,
mi permetto di scriverLe per sottoporre alla Sua attenzione la prospettiva di un cittadino comune.
L'anno scorso, leggendo le prime notizie sul DDL Caccia, ho sentito il bisogno di agire. Ho avviato una raccolta firme, la prima in ordine di tempo, seguita poi da altre iniziative di associazioni nazionali e internazionali. Oggi ho l'onore e l'onere di parlare a nome di oltre 126.000 concittadini. Persone con idee e provenienze diverse, unite dalla volontà di proteggere il patrimonio naturale del Paese.
Questa raccolta firme non è una petizione politica né un attacco a partiti o forze politiche. È un appello collettivo contro una direzione che riteniamo sbagliata. Non siamo soli: recentemente 58 associazioni ambientaliste hanno scritto alla Presidente del Consiglio definendo il testo inaccettabile. ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF denunciano che la Commissione europea ha inviato al Governo una lettera contenente rilievi formali sul DDL, che secondo le associazioni non sono stati presi in adeguata considerazione.
Vorremmo discutere di protezione della natura, benessere animale, nuove aree protette e norme più severe contro i maltrattamenti. Ci troviamo invece a esaminare un testo che estende la caccia a specie come lo stambecco, l'oca selvatica e il piccione di città, che permette di sparare nei pressi delle coste e in presenza di neve, che rischia di comprimere forme pacifiche di dissenso ambientalista e che, secondo le associazioni di settore, potrebbe favorire la normalizzazione del bracconaggio. Tutto ciò in contrasto con lo spirito dell'articolo 9 della Costituzione, che dal 2022 tutela esplicitamente l'ambiente e la biodiversità, mentre l'Italia è già in procedura di infrazione europea sulla materia della caccia.
Ero presente in sala stampa al Senato il 25 febbraio scorso, insieme alle associazioni. Speravo che quel momento aprisse un reale confronto. Il testo è stato invece approvato in commissione il 13 maggio e la prossima settimana potrebbe approdare in Aula.
So che i Suoi poteri sono quelli che la Costituzione Le affida e che Lei conosce meglio di chiunque. Le chiedo che queste voci siano presenti sul Suo tavolo nel momento in cui la legge dovesse giungere alla Sua firma: un testo che prosegue il suo iter nonostante i rilievi formali della Commissione europea e il dissenso di oltre 126.000 cittadini, uniti a molti altri attraverso diverse raccolte.
La petizione è accessibile e verificabile sulla piattaforma Change.org, con firme provenienti da tutte le regioni d'Italia
change.org/no-alla-deregolamentazione-della-caccia
Le affido queste voci, con la speranza che possano essere tenute nella debita considerazione nel momento in cui Lei sarà chiamato a esercitare, nel rispetto delle Sue prerogative costituzionali, la Sua alta funzione di garanzia.